INCONTRI PER ADOLESCENTI

Gli incontri per gli adolescenti sono la continuazione della catechesi per l'iniziazione cristiana. Proporre incontri tipo "lezione" è inutile e noioso, così, data l'esuberanza e la voglia di confronto tipica dell'adolescente, cerchiamo di farli confrontare tra loro, di farli pensare e di farli incontrare con esperienze e persone significative.
Ogni anno viene scelto un tema su cui ragionare, e attraverso gli incontri e le riflessioni, si cerca di analizzarlo e sviscerarlo. Lo scorso anno abbiamo parlato della responsabilità, quest'anno della libertà.

Il percorso educativo si articola in vari momenti:
l'incontro serale: solitamente ogni due settimane. Quest'anno, 1° e 3° superiore si incontrano il mercoledì, mentre la 2° il lunedì. Si legge, si discute, si approfindisce, si incontra, ci si scontra...
le occasioni di servizio: durante l'anno cerchiamo o ci creiamo occasioni per aiutare in modo cocreto chi è nel bisogno, e perché è bello stare insieme. Queste occasioni possono essere l'aiuto per la raccoltà viveri del Mato Grosso, il servizio di babbo Natale a domicilio (sera vigilia e mattina Natale, sigh!) con ricavato per le missioni o l'organizzazione della caccia al tesoro per le famiglie durante la giornata del volontariato a Trezzo.
le esperienze insieme per più giorni: ogni tanto, per occasioni particolari, dal capodanno in montagna all'incontro con realtà legate alla multiculturalità, passiamo qualche giorno con gli adolescenti. Viste di sfuggita sembrano vacanze, in cui (purtroppo) si dorme poco e ci si diverte molto; e sicuramente sono anche questo! Ma le consideriamo molto importanti, quasi fondamentali, perché prima di tutto sono sempre legate a una proposta più o meno seria ma sempre intelligente; secondo perché con i ragazzi, prima di tutto bisogna esserci, bisogna passare il tempo con loro e dare loro occasioni per l'incontro, tra loro ma soprattutto con gli educatori, con i quali è necessario avere confidenza.
In una sua fantastica lettera (
leggetela! Fondamentale per gli educatori), don Bosco parla ai suoi salesiani, gli educatori (che chiama Superiori), e cerca di migliorare il loro stile educativo: "Che amino ciò che piace ai giovani e i giovani ameranno ciò che piace ai Superiori" e ancora "Ma ora i Superiori sono considerati come Superiori e non più come padri, fratelli ed amici; quindi sono temuti e poco amati. Perciò se si vuol fare un cuor solo ed un'anima sola per amor di Gesù bisogna che si rompa quella fatale barriera della diffidenza e sottentri a questa la confidenza cordiale".