In teoria… "A livello personale si rileva spesso la tendenza a sottovalutarsi,
allorché il potere delle multinazionali, dei governi e delle agenzie internazionali fa sentire come formichine
incapaci di qualsiasi azione incisiva. Quando si è assaliti da questo senso di impotenza, dobbiamo invece
ricordarci che nessun potere, neanche il più temibile, sta in piedi da solo. Questo sistema economico continua
ad esistere perché noi lo sosteniamo attraverso i gesti del vivere quotidiano: il lavoro, il consumo, il
risparmio. È proprio consumando, lavorando e risparmiando come ci viene proposto, che noi collaboriamo con
questo sistema quasi, alla stregua di complici.
Ecco perché siamo tutti
responsabili dei misfatti i questo sistema economico. La nostra
responsabilità è però solo una faccia della medaglia; l'altra è il nostro potere.
Il nostro lavoro, il nostro consumo, il nostro risparmio, non sono accessori di cui il sistema può fare
a meno.
Nella Bibbia si parla di una grande statua di Nabucodonosor. Le sue dimensioni erano imponenti e incuteva a tutti
un grande terrore. Ma aveva un difetto: ì piedi erano di argilla e bastava un po' d'acqua per farla crollare.
Occorre capire che nei confronti di un potere economico che sembra ineluttabile noi siamo come i piedi di quella
statua: basta che i "No, non collaboro" siano molti, per metterlo in crisi.
Ecco cinque consigli pratici per vivere in maniera più responsabile
e contribuire al cambiamento:
1. Recuperiamo il nostro pensiero, e i nostri valori
Il modo migliore cui un, potere mantiene i suoi sudditi obbedienti è quello di renderli incapaci di pensare.
Dobbiamo reagire stabilendo noi stessi come utilizzare il nostro tempo libero, interessandoci di ciò che
succede a livello locale e mondiale, riflettendo sulla realtà in cui viviamo, giudicandola in base ai nostri
valori morali cristiani.
2. Informandoci correttamente
Come singoli e come parrocchia possiamo sforzarci per immetterci in questo circuito informativo, che si avvale
non solo di materiale stampato ma sempre più anche di Internet.
3. Compiamo scelte ragionate e coerenti Consumiamo e risparmiamo criticamente. In altre parole smettiamo di comprare
come ci impone la pubblicità e di utilizzare i nostri risparmi badando solo al tasso d'interesse. Informiamoci
e indirizziamo i nostri consumi e i nostri risparmi verso imprese e banche che, oltre a rispettare i lavoratori
e l'ambiente, non sono coinvolte con la produzione di armi o con forme di pubblicità aggressiva.
4. Facciamo sentire la nostra voce Ricordiamoci del detto "chi tace acconsente". Un modo concreto
per fare sentire la nostra voce è quello di creare consapevolezza, offrire dati, partecipare a campagne
di pressione organizzate da vari gruppi, passare dall'informazione dei media all'informazione diretta delle persone.
5. Formiamo una rete lillipuziana Gulliver avrebbe potuto schiacciare qualsiasi lillipuziano sotto il tacco
del suo stivale, ma la fitta rete tessutagli attorno lo immobilizza. Prendiamo esempio dai piccoli lillipuziani
e cominciamo ad agire in maniera collegata.
Tratto da "Giubileo e nuovi stili di vita", CEI
…e in pratica!
Numerose sono oramai le associazioni e i movimenti che promuovono metodi e punti di vista alternativi. Sono a grandi
linee ciò che proponeva il testo della CEI, con qualche aggiunta da parte nostra.
ECONOMIA ALTERNATIVA È anche necessario rendersi conto dell'urgenza di rivedere in profondità
l'organizzazione dell'economia. Fino ad ora di fronte ad ogni problema sociale si è sempre risposto con
l'aumento della produzione. Ma il giorno in cui si dovrà produrre e consumare di meno, come sarà
possibile riuscire a garantire a tutti un posto di lavoro, la possibilità di curarsi, di studiare e di vivere
con una pensione dignitosa? Quel giorno, ci renderemo conto che le regole attuati dell'economia di mercato non
funzionano più e che dovremo applicarne di nuove ispirate alla solidarietà, alla programmazione,
alla gratuità. Se non vorremo farci cogliere di sorpresa, dobbiamo cominciare fin d'ora a studiare meccanismi
economici alternativi.
BILANCI DI GIUSTIZIA La campagna Bilanci di Giustizia è una rete di persone e di famiglie
che si sono interrogate sul loro stile di vita e documentano mensilmente i loro tentativi di cambiamento, i successi
e le difficoltà nella revisione dei consumi verso un'economia di giustizia.
COMMERCIO EQUO E SOLIDALE Gli strumenti e le modalità del commercio equo sono la relazione
diretta tra produttore e consumatore, la valorizzazione dei prodotti tipici alimentari e d'artigianato, il pagamento
equo del produttore, l'importazione e la distribuzione attraverso una rete a gestione democratica e trasparente.
FINANZA ETICA La Finanza etica usa i soldi per sostenere iniziative autogestite e collettive
che non hanno fine di lucro, tese a tutelare l'uomo e l'ambiente e a promuovere la cultura della pace. Da venti
anni questo circuito esiste anche in Italia, sostenendo realtà sociali spesso non altrimenti finanziabili,
dove l'uomo prevale sul profitto, tutti possono agire da protagonisti, la relazione tra le persone ritrova centralità.
CONSUMO CRITICO Il Consumo critico è un atteggiamento di scelta costante di ciò
che si compra ogni volta che si fa la spesa. Consiste netta scelta di prodotti non solo in base al, prezzo o alta
qualità, ma anche in base alla storia dei prodotti ed al comportamento delle imprese che li producono o
li vendono. In Consumo critico punta a far cambiare il comportamento delle imprese attraverso le loro stesse regole
economiche basate sullo scambio tra domanda e offerta. Infatti scegliendo cosa comprare e cosa scartare, si segnala
alle imprese un giudizio sul Loro comportamento, a sostegno di forme produttive corrette.
VOLONTARIATO INTERNAZIONALE Nato negli anni '60, si è sviluppato in una molteplicità
di organismi attivamente impegnati nella cooperazione con i popoli del Sud del mondo.
Attraverso questi organismi, negli ultimi 30 anni sono oltre 13.000 i volontari italiani che hanno prestato due
o più anni di servizio in progetti di promozione umana e sociale nei paesi più poveri.